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ONE BILLION RISING RIVOLUZIONE
Le attiviste e gli attivisti hanno invocato un cambiamento radicale per porre fine alla violenza contro le donne in migliaia di eventi globali in 200 paesi
In tutto il mondo i  giovani hanno organizzato  eventi di massa, nel Regno Unito la campagna ha spopolato. A Hong Kong le attiviste l’anno scorso hanno danzato per chiedere giustizia per Erwiana. Quest’anno Erwiana ha danzato con loro.
Presto pubblicheremo le foto degli eventi mondiali

Sabato 14 febbraio le attiviste e gli attivisti di One Billion Rising Rivoluzione sono scesi in strada in più di 200 paesi di tutto il mondo per porre fine alla violenza contro le donne e le bambine e hanno invocato un cambiamento radicale nelle coscienze per porre fine all’epidemia globale degli abusi che una donna su tre al mondo subisce. Per il terzo anno di seguito, il 14 febbraio (e nei giorni vicini a questa data) donne, uomini e giovani hanno partecipato alla campagna One Billion Rising guidando o prendendo parte ad azioni, danze, eventi politici ed artistici, manifestazioni – i cosiddetti rising – in centinaia di paesi. Questi rising danno forza, incentivano e mobilitano eventi artistici ed azioni promosse dalle varie comunità che mirano ad un nuovo mondo rivoluzionario di uguaglianza, dignità e libertà per tutte le donne e le bambine.
In tutto il mondo, per 48 ore a partire dal sorgere dell’alba del 14 febbraio, attiviste e attivisti della base hanno messo in scena eventi e hanno condiviso attività, video e immagini sui social media, incluso Facebook, Twitter, Instagram e Youtube. Oltre ad utilizzare gli hashtag consigliati #1billionrising e #rise4revolution, le attiviste e gli attivisti hanno lanciato gli hashtag #whyirise, #VetsRising #SomosRevolución, #UnBillónDePie, #choberises e tanti altri. L’impatto della campagna è stato subito visibile ad Hong Kong dove Erwiana ha ballato ed è stata al centro dell’evento. L’anno scorso le lavoratrici ed i lavoratori domestici e migranti sono scesi in piazza per Erwiana, ma quest’anno, dopo aver ottenuto giustizia nella causa contro il proprio datore di lavoro, lei ha ballato con loro. Analogamente nel Regno Unito, scosso da una serie di gravi casi di abusi sui minori, le attiviste e gli attivisti hanno dedicato il loro evento, svoltosi presso il famoso Marble Arch di Londra, al porre fine agli abusi sessuali sui minori.

La campagna One Billion Rising, avviata il giorno di San Valentino del 2012, è iniziata come un invito ad agire sulla base della sconcertante statistica secondo cui una donna su tre in tutto il pianeta sarà oggetto di percosse o stupro nel corso della sua vita. Dato che la popolazione mondiale ammonta a sette miliardi, questo equivale ad UN MILIARDO DI DONNE E BAMBINE. Dal 2013 One Billion Rising promuove l’appello a rivedere, contestare e pretendere un cambiamento in un sistema sociale che infligge alle donne così tante forme di violenza e ingiustizia.

Le attiviste e gli attivisti hanno organizzato eventi della campagna che hanno messo al centro e in prima linea questo tema, conquistando l’attenzione dei media di tutto il mondo, la modifica delle leggi e chiedendo giustizia e la fine della dilagante impunità che le sopravvissute della violenza di genere sono costrette a subire.

“I paesi e le varie comunità del mondo decidono autonomamente come e perché scendono in piazza, mettendo al centro dei loro eventi temi e contesti locali e le loro proprie aspirazioni al cambiamento che vogliono vedere realizzarsi, mentre continuano a protestare e chiedere giustizia. Ma sanno anche di essere legate ad un enorme e variegato movimento mondiale che offre solidarietà mondiale e fa sì che i temi locali siano visibili non solo a livello nazionale ma anche all’interno di un contesto internazionale. Proprio come negli anni precedenti, in molti paesi del mondo le comunità hanno guidato le campagne e promosso una più profonda consapevolezza e comprensione delle tante forme di violenza che affliggono le donne” ha dichiarato Monique Wilson, Direttrice di One Billion Rising.
“C’è così tanta follia e sofferenza, così tanto sfruttamento e violenza, ma noi voliamo in un’altra direzione, spinte dalla nostra decisione comune di porre fine alla violenza e di scendere in piazza per l’amore e la rivoluzione. Danziamo in un paesaggio nuovo, evocando i nostri sogni di un mondo in cui le donne respirino, camminino e vivano in libertà. In cui vengano profondamente apprezzate, in cui i loro corpi siano sacri, dove gli ostacoli lungo il loro percorso siano eliminati. Facciamo battere i nostri cuori all’unisono per non dimenticare mai più la nostra inseparabilità. Tutte insieme abbatteremo ogni mentalità repressiva e inaugureremo il tempo dell’amore” ha dichiarato Eve Ensler, drammaturga, attivista e fondatrice del V-Day e di One Billion Rising.
Danzando e protestando, le comunità locali mettono in luce l’impunità e l’ingiustizia dilaganti contro cui troppo spesso si scontrano le sopravvissute. Le attiviste e gli attivisti DANZANO: per mostrare il proprio sdegno davanti alle allarmanti statistiche sulla violenza e l’impunità che dilagano nel mondo; come strumento creativo per pretendere assunzione di responsabilità e giustizia; e come energia che dichiara con forza che noi, come comunità di attiviste e attivisti, non condoneremo più la violenza e l’ingiustizia sistematiche. Le attiviste e gli attivisti PROTESTANO per invocare una nuova presa di coscienza, una presa di coscienza che opponga resistenza alla violenza finché questa non diventerà inconcepibile. In una riunione a Roma la scorsa primavera, le coordinatrici ed i coordinatori globali di One Billion Rising hanno scelto per il 2015 il tema “Rivoluzione” come forma di escalation della pretesa di giustizia e per consolidare e promuovere ulteriormente gli enormi sforzi delle comunità di tutto il mondo volti ad affrontare le cause alla radice della violenza come parte della loro richiesta di giustizia. Nel 2015 abbiamo visto milioni di attiviste e attivisti raccogliere l’appello e scendere in piazza per una RIVOLUZIONE che miri a modificare il paradigma e ad abbattere il sistema in modo da rendere possibile la guarigione del nostro pianeta e delle sue donne.
Il varietà e la portata delle attività sono ampie e al tempo stesso specifiche. Nelle Filippine le attiviste e gli attivisti sono scesi in piazza per far dimettere il proprio presidente. A Miami hanno manifestato per porre fine alla tratta di esseri umani ai fini di sfruttamento sessuale. In India sono scesi in piazza a per il potere dell’amore e contro l’amore per il potere. Le attiviste e gli attivisti locali di One Billion Rising – tra cui studenti, gruppi di donne e gruppi ambientalisti, gruppi per la giustizia sociale e per la pace, nonché madri scese in piazza per le proprie figlie – sono un riflesso della vastità dei temi legati alla violenza contro le donne a livello locale, ma sono anche una dimostrazione  di quanto unire i vari gruppi e settori dia forza alle loro azioni che possono così far leva sulla natura globale della campagna.
Alcuni luoghi hanno manifestato per salvare i propri fiumi, altri le proprie montagne. Negli Stati Uniti, alcuni sono scesi in piazza per chiedere un aumento degli stipendi per le lavoratrici e i lavoratori della ristorazione che vengono pagati 2.13$ e per mantenersi contano sulle mance, cosa che contribuisce a far sì che le molestie sessuali in America siano più diffuse nella ristorazione che in qualsiasi altro settore economico. Le lavoratrici e i lavoratori domestici hanno manifestato per porre fine alla schiavitù moderna, le lavoratrici hanno chiesto lavori a lungo termine e benefit sociali. Le donne si sono presentate davanti alle prigioni per chiedere giustizia. Il Pakistan è sceso in piazza per la pace. Le veterane hanno protestato in tutta l’America per porre fine agli stupri nelle forze armate. A Calcutta si è levata una luce rossa. A milioni hanno manifestato per porre fine alla povertà, al razzismo e all’imperialismo. In Zimbabwe sono scese in piazza con i capi locali per far sì che l’impegno a porre fine alla violenza continuasse ad essere una priorità. Gli uomini sono scesi in piazza ovunque per mettere i propri corpi in prima linea con le donne. Nei Balcani si è scesi in piazza per riparare l’impunità che copre i crimini di guerra. In Somalia, Sudan e Iran hanno rischiato la propria vita per dire che quanto viene fatto al corpo delle donne è importante. In Kenya e in Gambia hanno manifestato per porre fine alle mutilazioni genitali.
Dal Messico a Miami le attiviste e gli attivisti sono scesi in piazza per porre fine alla tratta di esseri umani ai fini di sfruttamento sessuale, le motocicliste hanno manifestato a Ginevra, le donne disabili lo hanno fatto online, le native americane hanno protestato nel bacino petrolifero del Bakken contro il fracking (la fatturazione idraulica) e il legame diretto tra questo e gli abusi e lo sfruttamento sessuale. Le donne trans sono scese in piazza per porre fine agli omicidi e alla violenza di cui sono costantemente oggetto. A Las Vegas si è svolta una rivoluzione sotto forma di rock and roll e in Italia una rivoluzione sotto forma di tango. Nel Regno Unito si è protestato contro l’adescamento di giovani ragazze per trasformarle in schiave del sesso. Percussionisti hanno fatto rullare i loro tamburi nell’evento One Earth, One Heart che è ha avuto inizio la mattina del 14 e ha poi seguito il sole in tutto il pianeta. Le attiviste e gli attivisti hanno protestato davanti alle piramidi in Messico, i centri commerciali in Giappone, nelle piazze universitarie, nelle chiese, davanti alle grandi corporazioni e all’interno dei municipi.
Gli eventi proseguiranno fino all’8 marzo, giornata internazionale della donna, gestiti dalle comunità di tutto il mondo e promossi dai movimenti di base. Il 21 febbraio Eve Ensler terrà un discorso al Festival Letterario di Lahore in cui Eve, la direttrice di OBR Monique Wilson e la coordinatrice OBR per il sud asiatico Kamla Bhasin parteciperanno ad un dibattito e ad un evento artistico all’interno della campagna One Billion Rising. In Messico si svolgeranno eventi il 18 febbraio a Cuajimalpa, il 19 febbraio a Chetumal, il 28 febbraio a Monterrey, il 3 marzo all’Auditorio Nacional (Giornata internazionale della donna), e il 7 marzo a Tijuana, altri eventi ancora si aggiungeranno. Le attiviste e gli attivisti in Guyana, Haiti e Kenya svolgeranno i loro eventi l’8 marzo per celebrare la Giornata internazionale della donna.
Inoltre l’8 marzo il canale televisivo satellitare Link TV manderà in onda “Lo stato della rivoluzione femminile” un dibattito moderato da Laura Flanders della GRITtv con la partecipazione di Agnes Pareyio (Kenya), Monique Wilson (Filippine), Zoya (Afghanistan), Christine Schuler Deschryver (Repubblica Democratica del Congo), Kimberlé Crenshaw e Eve Ensler. Il tema della conversazione sarà capire cosa serve per costruire una rivoluzione, essere solidali e influire sul cambiamento.
E’ chiaro che gli eventi proseguiranno nei prossimi mesi e che questa campagna appartiene alle comunità di tutto il mondo ed è promossa dai movimenti di base.
Alcuni momenti clou della campagna di quest’anno:
#rise4justice and #1billionrising hanno conquistato i social media: il 14 febbraio, gli hashtag legati alla campagna hanno spopolato. Decine di migliaia di immagini, video, brani artistici e messaggi di sostegno e sfida sono stati diffusi sulle nostre reti su Twitter, Facebook, Instagram e Google Plus.
La hompage One Billion Rising (http://www.onebillionrising.org) continua ad essere il centro focale della campagna con continui aggiornamenti da parte dei vari organizzatori, l’accesso ai video degli eventi, i link alla copertura giornalistica della campagna e alle dichiarazioni sui social media. Gli eventi della Repubblica Popolare del Congo, del Guatemala, di Hong Kong, Los Angeles e Lima sono stati trasmessi in diretta streaming online per una visione immediata; altri sono stati trasmessi con dirette via Twitter e Instagram.
Ampia copertura giornalistica della campagna. Migliaia di canali di informazione in tutto il mondo hanno parlato degli eventi locali. Tra gli altri The Guardian, La Reforma, The Philippine Daily Inquirer, la CNN, MSNBC, Al Jazeera, Democracy Now, GritTV, The Pinoy, la Associated Press, The View, The Huffington Post, la BBC e tanti tanti altri.
Le sollevazioni dei giovani: One Billion Rising: Rivoluzione ha visto giovani, scolari e perfino neonati portati in prima linea. Migliaia di giovani in tutto il mondo hanno danzato al ritmo dell’inno “Break the Chain” e hanno chiesto accesso all’istruzione, quale fulcro della rivoluzione. Le giovani di Mumbai hanno invaso le strade per far sentire la propria voce contro le molestie stradali. Madri e padri hanno portato i propri figli di tutte le età agli eventi e hanno ballato tenendoli in braccio o  tenendoli per mano. Nel Regno Unito le ragazze hanno protestato per porre fine alle mutilazioni genitali femminili. A Oakland le Radical Brownies sono intervenute alla serata di sollevazione artistica. Ragazze di tutte le età hanno danzato, cantato, letto versi femminili stigmatizzati e si sono unite in solidarietà.
·         Le ragazze in India combattono contro le molestie tramite One Billion Rising
·         Gli studenti della Carondelet High School a Concord in California hanno ballato “Break The Chain”
·         Più di 4.000 studenti, insegnanti e suore del St. Scholastica College di Manila hanno ballato nel cortile della scuola
·         Guarda le immagini online dell’imponente evento
·         In Nepal ragazze e ragazzi si sono radunati per spezzare il silenzio e porre fine alla violenza
·         Il Messico ha dato avvio alla sua Rivoluzione con centinaia di scolari in prima fila a ballare per tutto il paese
·         La sedicenne Genevieve Knight Hannelius ha tenuto un discorso di incitamento all’evento One Billion Rising di Los Angeles
In piazza per l’aumento, la protesta delle lavoratrici: Molti eventi di quest’anno hanno messo in evidenza l’intreccio tra sicurezza economica, fine delle molestie sessuali sul posto di lavoro, forti leggi sul lavoro e la capacità delle donne di prosperare. Abbiamo visto donne chiedere con forza la fine di condizioni contrattuali di sfruttamento e di condizioni lavorative inique. Negli Stati Uniti le lavoratrici della ristorazione e i clienti che sostengono #1FairWage hanno sollecitato i legislatori ad aumentare lo stipendio minimo e gli amministratori delegati a pagare salari decenti ai lavoratori. One Billion Rising si è unita a ROC (Restaurant Opportunity Center) United nel divulgare una serie di azioni su questo tema. Il 13 febbraio negli Stati Uniti si è svolto un evento nella giornata annuale di azione di ROC.
·         Guarda le immagini dell’evento ROC United a Times Square
·         Le lavoratrici delle Filippine hanno creato questo video per la campagna
·         Alianza Nacional de Campesinas protesta per le molestie sessuali sul posto di lavoro
Sollevazione artistica, SUONANO I TAMBURI: Sin dal suo inizio, la campagna One Billion Rising si è basata sul potere dell’unione tra attivismo e arte, la sintesi tra espressività e azione politica. Quest’anno le comunità hanno usato la danza, l’arte e le percussioni per esprimere la propria gioia, la propria rabbia e le proprie richieste. Hanno usato il ritmo per protestare e per tornare ai propri corpi. Hanno reclamato una sessualità sana e un amore sano. One Billion Rising: Rivoluzione ha dato inizio agli eventi di quest’anno con una serata unica di beneficenza che ha visto unirsi il 7 febbraio a New York un gruppo straordinario di performer e artisti.
·         Sollevazione artistica su Second Life
·         Danza per la rivoluzione, Calcutta India
·         Le Climbing PoeTree ad una sollevazione artistica
Spezzare il silenzio: Ogni anno assistiamo a quanto potente sia raccontare le proprie storie, far fuoriuscire il dolore e il trauma e alla forza guaritrice di una comunità che si riunisce per dar spazio alle testimonianze. Quest’anno sei vittime della tratta di esseri umani hanno parlato sfidando i propri carnefici, alcune veterane hanno denunciato il protrarsi della cultura della negazione degli abusi sessuali nelle forze armate e altre sopravvissute hanno condiviso le loro storie di rivoluzione personale online.
·         “Building to One Billion Rising Revolution” serie in collaborazione con l’Huffington Post
·         Il sergente Mike, veterana dell’aviazione, racconta la sua storia di stupro nelle forze armate
·         Un’ex schiava del sesso dichiara che nessuno potrà più farla tacere
Le sollevazioni degli uomini: Quest’anno gli uomini hanno guidato e organizzato iniziative rivoluzionarie e di svolta, ispirando altri uomini in tutto il mondo a partecipare ad una radicale presa di coscienza di come le donne e le bambine vengono trattate e considerate a livello di comunità e a livello mondiale.
·         V-Men Miami: guarda le foto sulla pagina Facebook di One Billion Rising- Miami
·         I monologhi della vagina in scena alla Sillman University di Dumaguete, Filippine
·         I ragazzi dello Swaziland si sono uniti alla rivoluzione chiedendo la fine delle mutilazioni genitali femminili e dei matrimoni precoci.
·         Uomini a Santa Fe leggono “La preghiera di un uomo” nell’ambito di un evento locale
Impennata dei numeri, aumentano gli eventi nei paesi: Molti paesi hanno fatto registrare un’impennata degli eventi. Più di 240 eventi quest’anno nelle Filippine, 130 in Italia (5 solo a Roma) e più di 132 in Germania.
Per le notizie sui principali eventi in tutto il mondo e gli aggiornamenti delle coordinatrici e dei coordinatori di One Billion Rising visita onebillionrising.org/2015reports.
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ONE BILLION RISING: RIVOLUZIONE è un’energia, una piattaforma, un movimento globale, un catalizzatore, una decisione mondiale di porre fine alla violenza contro le donne, una richiesta di giustizia, un cambiamento di paradigma, un invito, un raduno di chi è pronto, ospitato ovunque, ospitato nei vostri cuori, voi, noi, RIVOLUZIONE
One Billion Rising è un’iniziativa mondiale che mira a sensibilizzare e a porre fine alla violenza contro le donne. 1 donna su 3 al mondo sarà oggetto di percosse o stupro nel corso della sua vita, il che equivale ad un miliardo di donne e bambine.
http://www.onebillionrising.org
LINK PRINCIPALI:
·         SITO WEB contenente i social media e le notizie provenienti da tutto il mondo all’indirizzo onebillionrising.org
·         FACEBOOK all’indirizzo Facebook.com/vday
·         TWITTER su @VDay#1billionrising, #rise4revolution
·         Aggiornamenti NEWS & BLOG dalle coordinatrici e i coordinatori mondiali, nonché dalle attiviste e dagli attivisti
·         Building to One Billion: Revolution” serie in collaborazione con The Huffington Post, contiene storie in prima persona delle attiviste e degli attivisti di One Billion Rising
·         “La Mia Rivoluzione” dichiarazioni di attiviste e attivisti da tutto il mondo tra cui l’attrice e membro del comitato direttivo del V-Day Thandie Newton,  la studiosa femminista Zillah Eisenstein, le Climbing PoeTree, Asali Devan Ecclesiastes, insieme a tante altre attiviste e organizzatrici locali.
 

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